Perché i partecipanti dell'Iron Viz si iscrivono di nuovo?

In qualsiasi fase del percorso con i dati ti trovi, c'è sempre qualcosa da imparare e le qualificazioni dell'Iron Viz rappresentano un'opportunità perfetta. Magari puoi provare uno stile di design o un tipo di grafico diverso, sperimentare approcci di storytelling o provare una nuova funzione di Tableau. Indipendentemente dal motivo, hai la certezza di acquisire nuove competenze e di trovare ispirazione. Alcuni magari sono un po' intimoriti dal buttarsi nella competizione, mentre altri continuano a provarci perché non ne hanno mai abbastanza.
 
Tra i primi dieci finalisti delle qualificazioni di quest'anno, molti avevano già partecipato all'Iron Viz in passato. Abbiamo parlato con Emily De Padua, Nathalie Richer, Ryan Soares, Maxwell Titsworth e Oana Tudorancea per conoscere meglio il loro percorso con Tableau e i motivi che li spingono a continuare ad affrontare la sfida dell'Iron Viz. 

Raccontaci la tua storia con Tableau! Come hai iniziato a usare Tableau Public e come hai raggiunto il tuo livello attuale? 

Emily De Padua: ho iniziato a usare Tableau nel dicembre del 2016, quando mi occupavo di analisi dei dati. La mia manager (e ora preziosissima mentore), Kyle Mathiot, mi aveva incaricato di realizzare una serie di dashboard di analisi per i social media e il web. Conoscevo pochissimo Tableau ma sono stata subito incuriosita dalla sua flessibilità e dai tanti modi in cui permette di realizzare report destinati ai dirigenti. Mi piaceva moltissimo aggiungere nuove funzionalità via via che le mie competenze miglioravano; ho potuto così adottare un approccio realmente organico nei confronti delle dashboard, in continuo miglioramento. È un aspetto che ancora oggi apprezzo molto nel mio approccio progettuale. Ho poi creato un profilo di Tableau Public dove ho portato a termine la mia prima sfida con la community, il Makeover Monday, nel gennaio del 2019. Ho partecipato per la prima volta all'Iron Viz nel 2020 e mi sono classificata al 10° posto delle fasi di qualificazione.

Nathalie Richer: ho iniziato a usare Tableau in occasione di un corso sulla visualizzazione dei dati, nel 2018: una delle attività da svolgere prevedeva di creare un profilo di Tableau Public. Qualche mese dopo ho pubblicato il mio primo Workout Wednesday e ho anche creato un account Twitter per condividerlo. È in quell'occasione che ho scoperto il Makeover Monday e la straordinaria community di Tableau. Ne sono rimasta subito entusiasta. Contribuire attivamente ad alcuni progetti della community e personali mi ha aiutato a migliorare le competenze e a costruire un portfolio, introducendo un cambiamento radicale nel mio percorso professionale e personale quando ho iniziato a lavorare come consulente freelance di Tableau. 

Ryan Soares: ho iniziato a utilizzare Tableau Public nel 2018, soprattutto condividendo delle visualizzazioni per il Makeover Monday. A quel tempo stavo facendo pratica con la visualizzazione dei dati e la possibilità di condividere pubblicamente il mio lavoro mi ha aiutato a ricevere dei feedback dalla community. A un certo punto ho iniziato a realizzare delle visualizzazioni per divertimento, come hobby, iniziando a costruire il mio portfolio e a sperimentare diversi design. Ho partecipato all'Iron Viz perché era un'altra opportunità di imparare e sviluppare le mie competenze.

Maxwell Titsworth: lavoravo da un po' di tempo come analista dei dati / data scientist e dovevo realizzare una mappa, ma avevo poco tempo a disposizione, così ho scaricato Tableau e creato una bella mappa in cinque minuti. Mi ha entusiasmato immediatamente. Dopo essere passato a un ruolo più orientato a Tableau, la mia collega Nicole Varela mi ha convinto ad affidarmi a un design incentrato sulle persone e a creare un profilo di Tableau Public. Da allora pubblico su Tableau Public.

Oana Tudorancea: ho conosciuto Tableau durante una conferenza sull'istruzione superiore nel 2016. Sono rimasta sbalordita dalle tante possibilità disponibili. In seguito, quello stesso anno, il mio ufficio ha acquistato il software, portando il mio modo di lavorare a un livello superiore e rafforzando le relazioni con gli stakeholder. Controllavo Tableau Public quasi ogni giorno per trovare ispirazione e idee ma ero intimidita dall'idea di iniziare, finché nell'aprile del 2021 mi sono decisa. Il gruppo di utenti di Tableau di Atlanta ha organizzato l'Iron Viz Atlanta e ho aperto un account per pubblicare la visualizzazione per quel concorso. È stato molto divertente e ho imparato più di quanto mi aspettassi, quindi ho voluto continuare.

Quale caratteristica dell'Iron Viz di Tableau ti ha spinto a partecipare di nuovo?

Emily De Padua: mi piace molto lo spirito dell'Iron Viz, dove tutti lavorano collettivamente sui contenuti da proporre. C'è qualcosa di straordinario nel modo in cui la community di Tableau si riunisce per supportare tutti, come quando si incitano i maratoneti per spingerli a tagliare il traguardo. Credevo davvero nelle mie idee, entrambe le volte in cui ho partecipato. Mi appassionavano. Erano proprio le visualizzazioni che volevo fare e l'Iron Viz ha creato quell'ambiente dinamico e intenso di cui avevo bisogno per concentrarmi e realizzarle. Penso che quando si partecipa per la seconda volta, la pressione interna sui risultati possa essere maggiore rispetto all'edizione precedente, ma un fattore che ho davvero apprezzato nel rientrare dopo un anno di pausa è stato non considerare importante il premio e nemmeno il prestigio, bensì arrivare alla fine. 

Women Artworks at MoMA di Nathalie Richer

Nathalie Richer: da quando ho creato il mio profilo di Tableau Public ho partecipato a tre qualificazioni dell'Iron Viz. L'anno scorso non ho partecipato… mi è dispiaciuto. Come ha detto Sarah Bartlett: "C'è sempre un grande fermento intorno all'Iron Viz. È vero che guardare da fuori è divertente, ma partecipare è ancora meglio". Partecipare all'Iron Viz mi permette di sperimentare e di mettermi alla prova con una visualizzazione più estesa del solito. Ad esempio, le mie visualizzazioni più lunghe e ora più grandi, sono quelle presentate all'Iron Viz.

Ryan Soares: ho partecipato per la prima volta all'Iron Viz lo scorso anno e sono entrato nella top ten, quindi ho deciso di provare a migliorare. In generale mi diverte partecipare all'Iron Viz perché gli argomenti sono interessanti ed è una grande opportunità per imparare.

Maxwell Titsworth: la sfida infinita di visualizzare l'arte mi ha dato la piena libertà di esplorare alcune idee. Avevo qualche idea su cui riflettevo da tempo, tra cui l'analisi finanziaria in ambito cinematografico, che mi sembrava perfetta. Mi hanno ispirato molto anche la mia collega Briana Dalce e il suo obiettivo del 2022, pubblicare regolarmente su Tableau Public, quindi ho pensato di cogliere l'occasione e di impegnarmi per il 2022. Infine volevo sperimentare i modi di visualizzare i risultati dei modelli di apprendimento automatico e di statistica in Tableau.

Oana Tudorancea: ho partecipato entrambe le volte al concorso considerandolo un'esperienza per imparare e un modo per interagire con la community. L'anno scorso l'obiettivo era migliorare le mie capacità di progettazione e l'Iron Viz mi ha offerto una grande opportunità per riuscirci, così ho deciso di partecipare ogni anno. Mi piace anche la sensazione di attesa che si prova quando Tableau annuncia il tema del concorso di qualificazione: la decisione su un argomento, la community che si riunisce, la condivisione dei feedback e l'incoraggiamento reciproco… è un'esperienza positiva da tutti i punti di vista.

Quali sono i vantaggi di aver già partecipato? Cosa è stato più facile, stavolta?

Emily De Padua: avendo già partecipato sapevo come organizzare il mio tempo. Il principale vantaggio personale che ho ottenuto partecipando all'Iron Viz 2020 consiste nell'aver imparato molte cose su di me, sullo stile delle mie visualizzazioni e su come mi piace lavorare. Conoscevo i miei punti di forza: un approccio iterativo al design, interattivo, e un argomento che mi appassioni e mi emozioni. Conoscevo gli orari in cui mi piaceva lavorare alle visualizzazioni (di solito dopo le 19:00 o le 20:00, fino a quando il mio cervello reggeva, intorno alle 2 di notte) escludendo i weekend, fino a quella grande spinta finale da "scadenza imminente". Sapevo che avrei ricevuto supporto in caso di difficoltà e sapevo che avrei completato il mio lavoro.

Nathalie Richer: il vantaggio è stato sapere quali attività avrebbero richiesto molto tempo, come lo studio e la creazione di grafici complessi, oltre alla scelta di immagini, colori, icone e caratteri coerenti con il tema. La prima visualizzazione che ho presentato all'Iron Viz era molto colorata, piena di icone e di tipi di caratteri… Si trattava per lo più di applicare quasi tutte le mie conoscenze e di imparare nuovi grafici lungo il percorso. Ad esempio, ho imparato a creare un diagramma radiale adattato come un palcoscenico da orchestra in sintonia con il tema musicale con l'aiuto di un modello di diagramma radiale dei Flerlage Twins

Art in Public Spaces di Ryan Soares

Ryan Soares: sono riuscito a capire meglio quali attività dovevo svolgere per realizzare una presentazione di qualità in tempi limitati. La prima volta ero un po' disorganizzato e ho dovuto recuperare durante l'ultima settimana, per mettere insieme qualcosa. Questa volta ho cercato di utilizzare meglio il tempo, riuscendo a rimanere al passo con le scadenze e ad avere più tempo a disposizione per concentrarmi sulla storia e sull'analisi.

Maxwell Titsworth: questa volta conoscevo la tempistica e il lavoro necessario per una presentazione perfetta. In generale sapevo quale fosse il ritmo di lavoro giusto per evitare di dover recuperare all'ultimo minuto.

Oana Tudorancea: dopo l'edizione dello scorso anno ho seguito diverse sessioni con i vincitori precedenti che parlavano delle loro esperienze e davano consigli. Ho anche letto gli Appunti di un giudice dell'Iron Viz, a cura di Karen Hinson, per capire meglio l'approccio dei giudici: mi sono stati di grande aiuto per quanto riguarda l'atteggiamento e gli aspetti su cui concentrarsi. Ho anche migliorato la percezione della tempistica, quindi sapevo come prepararmi.

Parliamo della crescita. Quali delle tue capacità di visualizzazione ritieni di aver migliorato, dall'ultima partecipazione?

Color Studies di Emily De Padua

Emily De Padua: nel 2020, quando mi sono classificata al 10° posto, ho notato che avevo uno dei punteggi più bassi nello storytelling e ripensandoci ora capisco il motivo. Il mio storytelling divagava e rimaneva nelle interazioni. Ho realizzato All By Myself? come una caccia al tesoro, quasi sfidando il pubblico a trovare il maggior numero di dettagli nascosti sulla mia vita. Non mi sentivo sicura e a mio agio nell'impegnarmi in una narrazione specifica, forse perché ero ancora insicura sulle conclusioni che io dovevo trarre su quel periodo molto specifico e isolato della mia vita. Da molti punti di vista stavo ancora cercando la mia voce, perciò è molto gratificante considerare la crescita dimostrata in Color Studies. Mi sono impegnata a fondo nel migliorare lo stile del mio storytelling, ho introdotto delle innovazioni nell'accessibilità e ho trovato il mio stile per quanto riguarda il testo descrittivo, le scelte di design e i suoni. Mi sono impegnata per mettermi davvero in gioco. Sono molto orgogliosa del mio miglioramento nello storytelling tra il 2020 e il 2022. 

Nathalie Richer: ho migliorato le mie competenze dal punto di vista della user experience. In occasione della partecipazione precedente, il messaggio era chiaro solo a me. Ora sono più concentrata sulla creazione di un percorso, soprattutto con visualizzazioni di tipo long-form, accompagnando l'utente in una semplice esplorazione, con un contesto on-demand e un design volto ad aumentare la chiarezza e a mostrare attenzione nel comunicare il messaggio. Considero lo storytelling basato sui dati come una curva gaussiana, con cui si aiuta l'utente a immergersi lentamente nell'argomento e a comprendere il messaggio più profondo e complesso nella parte successiva della curva, per poi ridurre gradualmente l'intensità fino alla conclusione.

Ryan Soares: mi rendo conto che la mia analisi e la mia capacità di individuare informazioni più interessanti sono migliorate. Ho dedicato più tempo ad approfondire l'insieme di dati e a svolgere delle ricerche di base che hanno contribuito a consolidare le informazioni presentate nella mia visualizzazione.

Maxwell Titsworth: stranamente è aumentato il mio interesse per la semplicità. Un grafico a barre ben progettato può dare ottimi risultati. Volevo anche sperimentare un po' di minimalismo nel design e prestare più attenzione alle mie scelte.

The Beat Lives On di Oana Tudorancea

Oana Tudorancea: ho migliorato le mie capacità di design e di storytelling. Partecipare all'Iron Viz ti insegna molto più di quanto ti aspetti, sia mentre lavori sulla tua visualizzazione, sia dopo averla inviata, quando hai il tempo di allontanartene e di riflettere sulle tue decisioni.

Che consiglio daresti a chi sta pensando di partecipare alla prossima edizione dell'Iron Viz? 

Emily De Padua: a volte, soprattutto per gli analisti dei dati che devono fare riferimento a degli stakeholder, succede di rimanere intrappolati a lavorare molto intensamente su ciò che gli altri si aspettano, al punto da perdere di vista quello che desideriamo personalmente come creatori di contenuti. Partecipando all'Iron Viz ho recuperato una voce artistica e una prospettiva progettuale che non mi ero nemmeno resa conto di poter perdere. In definitiva, partecipando all'Iron Viz si impara davvero molto su sé stessi: il modo di pensare, di progettare, di interagire… Auguro a tutti di intraprendere questa crescita e questo cambiamento.

Nathalie Richer: il mio consiglio è quello di leggere i Motivi per partecipare all'Iron Viz di Sarah Bartlett. Consiglio vivamente di partecipare alle qualificazioni dell'Iron Viz, perché offrono la possibilità di sperimentare e di accelerare la propria curva di apprendimento, creando contenuti unici e straordinari di cui si sarà molto orgogliosi. Se possibile, si dovrebbe chiedere ai giudici di indicare il punteggio ottenuto. Queste metriche consentono di conoscere o di confermare la propria capacità e la propria evoluzione in base a tre criteri: analisi, design e storytelling.

Ryan Soares: partecipando all'Iron Viz si ottengono solo vantaggi: se uno ha del tempo da dedicare alla realizzazione di una visualizzazione, trarrà giovamento dalla partecipazione al concorso indipendentemente dal proprio livello di abilità. Non bisogna lasciarsi intimidire dalle visualizzazioni vincenti né lasciarsi scoraggiare: anzi, si possono usare come fonte di ispirazione e considerare il concorso come un'esperienza didattica per sviluppare le proprie competenze e divertirsi.

How to Make a Hit Movie di Maxwell Titsworth

Maxwell Titsworth: il periodo dell'Iron Viz è molto più breve di quanto ci si aspetti. Consiglio di definire un programma e di individuare le date fondamentali in cui passare alla fase successiva (individuazione dei dati > wireframing > sviluppo del prototipo > finiture). Lavorare con i colleghi/membri della community di Tableau per rimanere al passo e ricevere feedback.

Oana Tudorancea: consiglio a chiunque di partecipare a una sessione di feedback nelle fasi iniziali della procedura. È un'esperienza molto positiva, mentre si lavora alla propria presentazione. Offre l'opportunità di immergersi nella straordinaria energia collettiva del gruppo di feedback. Per me è stata un'esperienza molto motivante e incoraggiante.

In che modo la community ti ha aiutato nel tuo percorso con i dati? Hai partecipato all'#IronQuest o chiesto un feedback alla community di Tableau? In che modo questo ti ha aiutato?

Emily De Padua: il senso di appartenenza e i feedback della community sono il vero dono dell'Iron Viz. Non sarei arrivata al traguardo senza la gentilezza degli altri e le loro idee. Nella preparazione di "All By Myself?" avevo un grande gruppo di persone che mi incoraggiavano e lo stesso vale per "Color Studies". Nel 2022 volevo ricevere feedback il più rapidamente possibile, attraverso l'Iron Viz Feedback Initiative gestita da Sarah Bartlett e contattando membri fidati della Tableau Community che stimavo. In entrambe le edizioni a cui ho partecipato ho avuto dei momenti di auto-sabotaggio in cui stavo per auto-convincermi a rinunciare, ma la community mi ha spinto a continuare.

Nathalie Richer: la community mi ha aiutato molto durante il mio percorso con i dati, soprattutto partecipando ai progetti Makeover Monday e Workout Wednesday, e mi sta aiutando ancora oggi. La community di Tableau offre supporto concreto nel tenermi aggiornata sulle numerose funzionalità introdotte in ogni nuova versione di Tableau. Il mio punto di riferimento è il canale Tableau Tim, dove Tim Ngwena offre aiuto con ottimi contenuti video per colmare le lacune. Complessivamente la community produce quantità incredibili di contenuti per aiutare gli altri con diverse risorse come gruppi di utenti, tutorial e modelli.

Ryan Soares: la community è stata molto importante nel mio viaggio nel mondo dei dati. Senza iniziative collettive come Makeover Monday e Sports Viz Sunday, probabilmente non avrei migliorato e costruito il mio portafoglio arrivando ai risultati di oggi. Vedo sempre lavori stimolanti dai quali imparare e la community è sempre a disposizione per dare dei feedback. Tutto questo è stato essenziale per lo sviluppo delle mie competenze in Tableau e nelle visualizzazioni.

Maxwell Titsworth: la community è stata fondamentale. A volte non lo percepisci direttamente, ma vedere come gli altri hanno affrontato problemi relativi alle visualizzazioni è incredibilmente utile. Ho anche costruito un network di amici e di colleghi interessati alle visualizzazioni, ai quali mostravo regolarmente la mia dashboard. La community ha inoltre realizzato una grande quantità di risorse per elaborare visualizzazioni avanzate come Sankeys e altri grafici interessanti che tendono a essere comuni all'Iron Viz.

Oana Tudorancea: ho imparato tutto (e continuo a imparare) da e con l'aiuto della community di Tableau. Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza l'ecosistema di risorse che la community mette a disposizione. Partecipare all'iniziativa di feedback di Sarah Bartlett mi ha cambiato completamente la prospettiva. Ricevere feedback e incoraggiamento da alcuni degli utenti migliori mi ha aiutato ad affrontare gli ultimi giorni prima della scadenza. Vorrei anche ringraziare i Flerlage Twins, Kevin e Ken, per aver condiviso le loro conoscenze con la community. Seguo spesso il loro blog per i progetti di Tableau, per lavoro e non solo.

Qual è stata la parte che ti ha spaventato di più? E la cosa più divertente? Guardando indietro, c'è qualcosa che faresti diversamente?

Emily De Padua: La cosa divertente del partecipare è che la visualizzazione proposta può diventare un modo per interagire con gli altri. Sinceramente, per quanto io riconosca di essere estremamente pignola, non c'è davvero niente che farei diversamente. La cosa speciale dell'Iron Viz e della partecipazione è il fatto che diventa davvero una specie di capsula del tempo orientata su di te (e sulle tue capacità) per quel periodo. Ho fatto delle scelte che forse ora non farei, perché sono cresciuta e sarò sempre felice di questa crescita.

Nathalie Richer: la parte divertente si manifesta sempre durante l'intero percorso: mi sento all'interno di un labirinto, con tantissime informazioni, ricerche e cose da confermare… poi all'improvviso scatta qualcosa, tutto diventa chiaro e facile da comporre. Non farei niente di diverso. La mia esperienza è stata eccellente e sono soddisfatta e felice del risultato. La prossima volta mi farebbe piacere ricevere un feedback dalla community di Tableau, in particolare dall'iniziativa di feedback dell'Iron Viz o dalle #VizOfficeHours, a cura di Michelle Frayman e Zak Geis

Ryan Soares: penso che una delle cose migliori dell'Iron Viz sia la possibilità di imparare ed esplorare un argomento che non incontreresti al di fuori del concorso. La mia visualizzazione riguardava l'esposizione delle opere d'arte pubblica: è stato molto interessante esplorare i diversi tipi di arte, il processo dietro la creazione dell'arte pubblica e gli artisti che se ne occupano. 

Maxwell Titsworth: spinge a mettersi in gioco e a essere umili per ricevere feedback/critiche: tutto questo è importante per la crescita professionale e personale. Quello che mi è piaciuto di più è stato vedere la community unita, con i partecipanti che si aiutavano a vicenda in un periodo di sviluppo relativamente intenso. La prossima volta vorrei impegnarmi più direttamente nel corso dell'intera procedura su piattaforme come Twitter, per aiutare coloro che sperimentano l'Iron Viz per la prima volta.

Oana Tudorancea: non direi che qualcosa mi ha spaventato, ma ero un po' intimidita dal fatto che qualsiasi cosa avessi realizzato sarebbe stata condivisa con un pubblico così vasto. Uscire dalla comfort zone però offre molti vantaggi. Mi sono divertita molto a fare ricerche sul mio argomento e a controllare regolarmente Twitter per vedere chi inviava cosa. Diversamente dal passato, penso che parteciperei all'iniziativa di feedback fin dall'inizio. Ho capito che dedicare più tempo alle revisioni rappresenta una buona strategia.

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